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PROGETTO ECOLANDIA

La legge 8 novembre 1991 n. 381 nel determinare il quadro normativo della cooperazione sociale ha individuato lo specifico valore e ruolo di quegli enti che hanno per scopo la promozione umana e l’integrazione delle persone/cittadini attraverso fondamentalmente due tipologie di macro-azioni:
a) gestione di servizi socio-sanitari ed educativi (Cooperative Sociali di tipo A)
b) svolgimento di attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate: “invalidi fisici, psichici e sensoriali, ex detenuti di istituti psichiatrici, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazione di difficoltà familiare, condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione…” (Cooperative Sociali di tipo B).
La cooperazione sociale di inserimento lavorativo, o di tipo B, è diventata in pochi anni soggetto di politiche sociali e del lavoro attive, riuscendo nell’obiettivo di realizzare inserimento lavorativo e di dare formazione generale al lavoro. Tuttavia, il lavoro non costituisce di per sé una garanzia al miglioramento della situazione personale di un soggetto svantaggiato, e l’inserimento lavorativo non comporta necessariamente integrazione sociale. La vita lavorativa di una persona non rappresenta tutta la sua esistenza, e l’inserimento al lavoro non costituisce il punto d’ingresso nella scena dell’inclusione, ma il punto di partenza. Aiutare la persona ad acquisire una professionalità significa, a nostro parere, aiutarla soprattutto a diventare capace/abile ad entrare in relazione e a costruire reti di rapporti. L’esperienza dell’inserimento lavorativo non si esaurisce nella dimensione dell’apprendimento di competenze lavorative, e una parte del progetto sulla persona deve prevedere occasioni per la formazione di competenze sociali, senza lo sviluppo delle quali l’esperienza lavorativa rischia di rimanere fine a sé stessa.
I programmi di inserimento lavorativo, come previsto dalle norme vigenti in materia, devono mirare a favorire nelle persone svantaggiate il recupero, lo sviluppo e il potenziamento delle facoltà sociali e operative necessarie per un efficace e positivo inserimento nel mondo del lavoro, ottenendo di conseguenza il duplice risultato di sottrarre soggetti alle aree dell’assistenzialismo e del disagio e arricchendo il mondo produttivo di lavoratori formati.

Le COOPERATIVE SOCIALI, titolari della proposta progettuale, intendono raccogliere la sfida di progettare, lavorare e agire nel locale nella dimensione della sostenibilità, attraverso la creazione di un’impresa sociale di inserimento lavorativo che produca nuova occupazione in specifici ambiti relativi alla gestione e politica del territorio: la gestione dei rifiuti, la valorizzazione e gestione dell’ambiente. Siamo convinti che le imprese sociali e più in generale l’economia sociale possano svolgere un ruolo importante nell’ambito dello sviluppo sostenibile di un territorio attraverso la valorizzazione e gestione sostenibile dell’ambiente, la creazione di occasioni di lavoro e l’inserimento di persone svantaggiate.
E’ nostra convinzione dunque che il concetto di sostenibilità abbracci le idee di integrazione, di rispetto e di solidarietà, in cui i principi della gestione economica siano eticamente fondati sulla “centralità della persona” e sulla responsabilità sociale. La solidarietà “non è un sentimento di vaga compassione o di supericiale intenerimento per i mali di tante persone vicine o lontane. Al contrario è la determinazione ferma e perseverante per il bene comune: ossia per il bene di tutti e di ciascuno, perché tutti siano veramente responsabili di tutti” ( Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica “La sollecitudine sociale della Chiesa). Il principio della solidarietà, da noi considerata come elemento fondante di una società basata sul riconoscimento reciproco, non deve essere confusa con l’assistenzialismo, con l’estensione di privilegi alle fasce svantaggiate o addirittura con la carità; ma deve essere coniugata con i principi della responsabilità, della collaborazione, dell’equità e della partecipazione.

L’inserimento dei soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro attraverso l’intermediazione delle cooperative sociali non può essere l’unico intervento di politica sociale a favore delle persone svantaggiate, ma deve essere affiancato da strumenti diversi. La proposta è di ATTIVARE UNA STRATEGIA DIVERSA E INNOVATIVA che prenda in considerazione anche altre risorse, in termini di valori condivisi, consenso sociale, relazioni con diversi ambienti e stakeholders esterni (istituzioni locali, mondo del volontariato, comunità ecclesiale, forze sociali, imprese…) affinchè gli inserimenti lavorativi non si esauriscano solo nella dimensione dell’acquisizione di competenze lavorative. Il modello o la traccia di lavoro, che qui si vuole proporre, parte dall’esigenza di una riflessione sulla costruzione di una rete di relazioni e significati comuni tra il mondo dell’emarginazione e dello svantaggio e il mondo economico, come ricerca di sinergie e collaborazioni, che vadano sia nella medesima direzione che per il perseguimento dello stesso obiettivo: una costruzione di "Patti sociali" e "formativi" volti a promuovere sinergie tra gli attori, individuazione di una strategia concertata per lo sviluppo del capitale umano con particolare riguardo a quello maggiormente discriminato sul mercato del lavoro.


FINALITÀ DEL PROGETTO:
Sviluppare iniziative di produzione, distribuzione, scambio e vendita improntate ai criteri di equità e solidarietà
Promuovere attività economiche che valorizzino le risorse rinnovabili disponibili localmente
Accrescere e soddisfare i bisogni sociali di base delle persone svantaggiate con particolare riguardo alla formazione personale e al lavoro
Promuovere una condotta etica negli affari e contemperare le aspettative legittime dei diversi interlocutori nel rispetto di comuni valori condivisi
Attivare uno scambio sostenibile di beni e servizi con reciproca convenienza delle parti

Da tutto questo nasce il progetto “ECOLANDIA” che propone un approccio metodologico-culturale per sviluppare prodotti e servizi ambientalmente sostenibili. Una proposta progettuale che coniuga tutela dell’ambiente, sostenibilità economica ed estro creativo partendo da oggetti rifiutati che vengono trasformati in prodotti di vero artigianato artistico. TRASFORMAZIONE: è questa la parola chiave dell’ECODESIGN, disciplina e arte antica, che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede, diventando tendenza.
“Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile il design è uno strumento d’azione valido e di sicuro impatto” [Alastair Fuad-Luke, Ecodesign. Progetti per un futuro sostenibile]

Obiettivi generali
1) Promuovere la formazione e l’inserimento lavorativi di persone svantaggiate
2) Creare nuove opportunità di lavoro nel settore dello sviluppo sostenibile
3) Favorire la produzione di artigianato artistico di qualità incoraggiando il recupero creativo di oggetti rifiutati

SOGGETTI PROMOTORI DEL PROGETTO

- CEA Labter del Furlo
- Comunità Montana del Catria e del Nerone
- Comune di Acqualagna
- CNA
- Cooperativa Sociale tipo B ONLUS “Arancia Blu”
- Cooperativa Sociale tipo A ONLUS “La Macina ambiente”


CONTENUTI DEL PROGETTO
Recuperare:
materiale di scarto proveniente da lavorazioni artigianali o industriali
rifiuti ingombranti
sotto prodotti dell’agricoltura
Realizzazione di prodotti artigianali di qualità, quali:
lampade, abaut-jour, piantane, lampadari, aplique
specchi, specchiere, vis-à-vis...
cestoni da biancheria
appendi abiti a muro
fioriere
Immissione nel mercato dei prodotti creati
Creare nuova Cooperativa Sociale di tipo B interna al carcere


FASI DEL PROGETTO
RICERCA DI MERCATO

Finalizzata a capire il proprio contesto di riferimento per mettere a punto un’offerta che si adatti al meglio alle esigenze dei clienti, sia innovativa, dunque diversa rispetto a quella dei concorrenti e veda nei propri fornitori veri e propri partner. Gli obiettivi fondamentali della ricerca saranno fondamentale due:
valutare gli spazi di mercato
costruire un modello di offerta coerente
Le fasi di lavoro saranno quattro:
a) comprendere il macro-ambiente in cui l’impresa si inserisce
b) conoscere gli utenti/clienti potenziali
c) capire come si comportano i concorrenti e conoscere i prodotti sostitutivi
d) individuare e valutare i fornitori
e) elaborare un book di presentazione dei prodotti di eco-artigianato artistico

IDEAZIONE E PROGETTAZIONE DEL PRODOTTO D’ARTIGIANATO ARTISTICO
Fase estremamente delicata, il vero nucleo tecnico-metodologico del progetto. Alla fase dell’ideazione del prodotto segue quella progettuale vera e propria, fondamentale per il successo dell’impresa. Essa consiste:
nell’individuare la tipologia di material necessari alla creazione del prodotto
nella valutazione della reperibilità dei materiali
nella valutazione delle ore di lavoro
nella valutazione del costo del prodotto finito
nella elaborazione di una scheda tecnica nella quale descrivere la costruzione e l’assemblaggio dell’oggetto

RECUPERO MATERIALE DI SCARTO E ASSEMBLAGGIO DEL PRODOTTO
La vera fase operativa di tutto il progetto che prevede le seguenti tappe operative descritte in ordine cronologico:
deposito dei materiali potenzialmente recuperabili
selezione dei materiali (in base alle schede tecniche di cui al punto 2)
trasporto dei materiali selezionali ai laboratori di falegnameria e ceramica della Casa Circondariale
recupero da parte dei detenuti di tali materiali
assemblaggio dei materiali da parte dei detenuti e creazione prodotto di eco-artigianato artistico

CONTROLLI QUALITÀ E VENDITA
Il sistema di controllo della qualità del prodotto, della sicurezza dei luoghi di lavoro, del personale e il sistema di valutazione permanente del mercato rappresentano un efficace strumento per aumentare e migliorare la produzione dell’impresa, per accrescere la soddisfazione del cliente e aggiungere così valore alla nostra nuova organizzazione.

FORMAZIONE
La premessa che sta alla base del progetto è la consapevolezza che l’attenzione si sta spostando dall’ecologia tout court al ridisegno di una possibile società sostenibile, ovvero dalla ricognizione della realtà alla definizione di strategie per il futuro. In quest’ottica, il design eco-compatibile non può limitarsi a trovare regole innovative in quanto “utilizzatore” di materiali e di risorse, ma deve invece assumere un nuovo ruolo di “decisore” sul piano delle scelte ambientali; esso deve dunque contribuire a fornire nuove visioni rispetto ai modelli attuali di consumo e lavorare poi insieme agli altri decisori - chi innova, chi produce, chi distribuisce – sull’attuazione di questi scenari.
“Quello dell’eco-designer” e quello dell’eco-artigiano (aggiungiamo noi) “è un lavoro che in Italia ha grosse prospettive di incremento poiché anche qui da noi, anche se in ritardo rispetto ai paesi del Nord Europa, sta nascendo la richiesta pubblica e privata di un mercato di prodotti realizzati con materiali riciclati, in un’ottica di rispetto per l’ambiente” [Marco Capellini, eco-designer associato Adi (Associazione per il disegno industriale) e docente universitario presso La Sapienza di Roma.
Una filosofia creativa che grazie al lavoro e alla capacità di trasformazione, reinterpreta i valori della produzione artigianale attenta alla riqualificazione ambientale con una chiara tendenza alla sostenibilità socio-ambientale.

Obiettivi del percorso formativo
Sviluppare moduli formativi atti alla creazione di:
figura professionale di “Progettista designer in materiali ecologici”
figura professionale di “Eco-artigiano”
Formare ed educare i giovani alla cultura della salvaguardia ambientale attraverso la riqualificazione di oggetti, materiali. …. dimessi dalla società
Creare possibilità di nuovo impiego in un settore con grandi possibilità di espansione
Offrire ai giovani (normodotati e disabili psicofisici) la possibilità di entrare nel mondo del lavoro in possesso di esperienza e competenze adeguate


CEA del Furlo

Coop. Sociale tipo B

Coop. Sociale tipo A
Il Progetto Ecolandia è sponsorizzato da

Conad 11
Cagli Via Flaminia, 147/4
Acqualagna Via XXIII Agosto, 6
Urbania Via Roma angolo Via Tasso
Cantiano Via Gramsci, 9